GEOLOGIA & GEOGRAFIA

Il territorio del Parco è interamente montano.  

Le catene montuose calcaree, originatesi sui fondali marini grazie alle sedimentazioni carbonatiche iniziate nel Giurassico (circa 200 milioni di anni fa) e terminate nel Miocene (circa 15 milioni di anni fa), sono emerse durante il Pliocene (intorno ai 5 milioni di anni fa) sotto l’azione delle spinte tettoniche compressive verso nord-est. Le grandi glaciazioni del quaternario, terminate circa 15000 anni fa con la glaciazione Wurm, hanno modellato il territorio portandolo alle caratteristiche mofologiche di oggi.

 

Ovunque è diffuso il carsismo, ossia l’azione chimica di dissoluzione e frammentazione esercitata dall’acqua sulle rocce calcaree,  sia in superficie (carsismo epigeo), con la presenza di doline, karren, inghiottitoi, sia in profondità (carsismo ipogeo), con grotte ricche di stalattiti e stalagmiti, risorgive carsiche, cunicoli, spesso percorsi da fiumi sotteranei.

 

Le più alte vette del Parco sono il Monte Petroso (2249 mt.), il Monte Marsicano (2245 mt.) e il Monte Meta (2242 mt.); vale la pena ricordare anche il Monte Greco, che pur essendo situato nella  Zona  di Protezione Esterna del Parco, con i suoi 2285 mt domina tutto il territorio.

 

Il territorio del Parco è caratterizzato da una grande ricchezza di acqua, sia superficiale che sotterranea, testimoniata dalle molte sorgenti sparse un po’ ovunque nel territorio.  Il fiume maggiore è il Sangro: esso sorge qualche chilometro a nord di Pescasseroli, alle pendici del Morrone del Diavolo, attraversa tutto il Parco e sfocia, dopo 122 km, nel  Mare  Adriatico. Da menzionare ; il Tasso, che nasce ai piedi del Monte Godi e termina nel Lago di Scanno; il Giovenco, che è uno dei principali affluenti naturali dei canali del Fucino; nel versante laziale del Parco, il Melfa, che sorge nella splendida Val Canneto e si getta, dopo 40 km., nel Liri; nel versante molisano del Parco, il Volturno, che nasce dai Monti.

 

Nonostante la forte permeabilità delle rocce, anche i laghi non mancano. Fra quelli naturali ricordiamo il Lago Pantaniello, alla base del Monte Greco; il Lago Vivo, soggetto fortemente al carsismo e pieno d’acqua solo a inizio primavera, con lo scioglimento delle nevi; il Lago di Scanno, originatosi circa 12000 anni fa dallo sbarramento naturale del fiume Sagittario dovuto ad una grossa frana. Fra quelli artificiali menzioniamo il Lago di Barrea e di Castel San Vincenzo.

 

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