BIG FIVE

Gli animali più rappresentativi del Parco Nazionale d’Abruzzo

Orso bruno marsicano

Nome: Ursus Arctos Marsicanus (Mammiferi –Carnivori- Ursidi)
Dimensioni:  un maschio adulto pesa mediamente  ai 100- 150 kg, ma in autunno, in piena iperfagia, può superare i 200 kg. La femmine, più piccole, pesano tra gli 80 e i 100 kg e non superano i 140 kg. L’altezza al garrese è di circa 80 cm-1 mt, ma in posizione eretta il maschio raggiunge quasi i 2 mt.
Durata della vita: 20-25 anni in natura, 30-40 anni in cattività.
Ambiente: l’orso predilige l’ambiente del  bosco ove trova cibo e rifugio. Ma si sposta notevolmente in cerca di cibo e non è affatto raro incontrarlo dai fondovalle alle praterie di alta quota.

Alimentazione: L'orso è un onnivoro, mangia quindi piante e animali, anche se la sua dieta è per lo più costituita da vegetali: erba, frutta, noci, bacche. Non disdegna insetti come formiche e api, di cui ama il dolce  e nutriente miele. Ogni tanto si avvicina agli allevamenti domestici per “rubare” qualche gallina e qualche pecora.
Riproduzione: Il periodo degli amori è in maggio. La femmina, che si accoppia con più maschi nella stagione, va in diapausa: ossia l’ovulo  fecondato arresta il suo sviluppo fino alla fine dell’estate, quando inizia la vera gestazione. Il parto avviene in pieno letargo, e i cuccioli, del peso di appena 300-500 grammi, crescono scaldati dal pelo della madre nutrendosi del suo latte; nella primavera saranno abbastanza grandi da seguirla nei suoi spostamenti e resteranno con lei per circa un anno e mezzo.
Segni di presenza: le  impronte, caratterische dei plantigradi con le cinque dita ben evidenti e i lunghi artigli; gli escrementi (molto diversi  a seconda dell’alimentazione); i massi rovesciati ( per cercare insetti); i peli e i graffi sugli alberi.
Curiosità: L'Orso ha un udito molto sviluppato ed un olfatto acutissimo che lo aiuta nella ricerca del cibo. A differenza dell'olfatto e dell'udito, la vista è invece piuttosto mediocre.
Il verso dell'Orso si chiama ruglio.
Quando  il cibo comincia a scarseggiare, gli orsi vanno alla ricerca di un rifugio asciutto e sicuro dove trascorrere l'inverno. Nella tana l'Orso cade in una specie di letargo che gli consente di far fronte alle basse temperature e alla mancanza di cibo. Non si tratta di un letargo vero e proprio: a differenza di altre specie, gli orsi mantengono un buon grado di reattività agli stimoli esterni e possono addirittura uscire fuori dalla tana durante le belle giornate invernali. In questo periodo non si alimentano e sopravvivono grazie al grasso accumulato in autunno che funziona sia come riserva energetica che da isolante termico.
Simbolo del parco d'Abruzzo, l'orso bruno marsicano è una sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi e dunque rappresenta un endemismo esclusivo dell'Italia centrale. Grazie a recenti ricerche scientifiche si è stimata una popolazione di circa 40 esemplari nel territorio del Parco e zone limitrofe.

 

Camoscio d'Abruzzo

Nome: Rupicapra pyrenaica ornata (Mammiferi » Artiodattili » Bovidi)
Dimensioni: La lunghezza è di 100 - 130 cm, l'altezza al garrese è di 70 - 80 cm, il peso è di circa 30 kg per i maschi e 27 kg per le femmine
Durata della vita: 15 anni
Ambiente: il Camoscio d’Abruzzo è legato agli ambienti rocciosi ove trova rifugio e difesa dai predatori come i lupi e le aquile. Il suo regno incontrastato sono i pendii scoscesi di alta quota, tra i 1800 e i 200 mt; d’inverno, per trovare cibo può scendere a valle, mantenendosi sempre in luoghi impervi.

Alimentazione: Il Camoscio d'Abruzzo è un erbivoro; pascola nelle praterie d’alta quota prediligendo le erbe appartenenti quali Festuca, Trifolium thali e Minuartia, legate alle vallette nivali delle montagne appenniniche.
Riproduzione: La stagione degli amori è a ottobre-novembre; in questo periodo i maschi ingaggiano delle spericolate lotte per potersi accoppiarsi con più femmine. A maggio avviene il parto e  le femmine partoriscono un solo cucciolo.
Segni di presenza: le  impronte, caratterizzate dalla doppia unghia allungata, adatta all’ambiente roccioso; gli escrementi, simili a quelli della capra; i ciuffi di pelo.
Curiosità: quando è allarmato il camoscio emette dalle narici un tipico fischio di avvertimento; camosci infatti vivono in branchi di femmine con i piccoli e i giovani. Gli adulti maschi vivono soli. Le corna, presenti in entrambi i sessi, sono molto sviluppate.
Il mantello estivo ha un colore marrone chiaro piuttosto uniforme, mentre in inverno assume la tipica colorazione che lo distingue notevolmente dal camoscio alpino: le due bande nere che scendono lungo il collo fino all’addome.
La crescita della popolazione di camoscio in questo parco, ne ha permesso la reintroduzione anche in altre aree dell’Abruzzo e delle Marche (Gran Sasso, Majella, Sibillini, Velino)

 

Lupo appenninico

Nome: Canis Lupus Italicus (Mammiferi » Carnivori » Canidi)
Dimensioni: 110 -148 cm dalla testa alla base della coda, l'altezza al garrese è di 60-70 cm. Il peso va dai 25 ai 40 kg.
Durata della vita: 8-10 anni.
Ambiente: Il lupo è un animale molto adattabile ai vari ambienti presenti nel Parco, dal bosco alle praterie, spaziando tra i diversi livelli altitudinali.

 

Alimentazione: il lupo è un carnivoro, anche se occasionalmente può nutrirsi di bacche e frutta selvatica. Le sue principali prede sono i cinghiali, i cervi, i caprioli, i camosci, le lepri e altri roditori. Non disdegna carcasse di animali morti, e per questo esplica l’importante funzione ecologica di animale spazzino. Ogni tanto preda animali domestici come pecore, capre, puledri e vitelli.
Riproduzione: Alla fine dell'inverno si accoppiano solamente il maschio e la femmina dominante. A primavera nascono da 2 a 6 cuccioli che rimangono con la madre e con il branco per almeno un anno. Composto da 2 a 12 individui,  il branco è l’unità familiare dei lupi; in esso ciascuno riveste un ruolo funzionale alla sopravvivenza del gruppo.
Segni di presenza: le orme, del tutto identiche a quelle di un cane di grossa taglia, che si distinguono da questi per il tracciato che è lineare e non zigzagante; gli escrementi, pieni del pelo e, spesso, di pezzi di ossa e di unghie, delle prede mangiate.
Curiosità: Il verso più caratteristico ed affascinate del lupo è l'ululato che serve sia a segnalare la propria presenza (funzione territoriale) che come richiamo per gli altri membri del proprio branco. Il branco, oltre ad utilizzare l'ululato, delimita il proprio territorio con marcature odorose (feci e urina). Il lupo è un animale difficile da avvistare: di abitudine prevalentemente notturna, durante il giorno si rifugia nei luoghi più selvaggi ed inaccessibili del Parco. Si stima una presenza di circa 50 lupinel territorio del Parco.

 

Cervo Nobile

Nome: Cervus elaphus (Mammiferi » Artiodattili » Cervidi)

Dimensioni - I maschi adulti possono essere lunghi sino a 2,50 m e alti, al garrese, sino a 1.2 m, con un peso che va da 80 a più di 150 kg. La femmina è notevolmente più piccola, raggiungendo solo eccezionalmente i 2 m di lunghezza e i 100 kg di peso. 

Durata della vita: 10-15 anni.

 

Ambiente:  Il cervo si muove leggero ed elegante nei boschi più fitti, nelle praterie a diverse altitudini; è maestoso, veemente e veloce nel trotto e nel galoppo, tanto che in piena corsa può raggiungere e superare gli 80 km/h, agile e abile nel salto che, talvolta, può raggiungere in altezza anche i 2 m e più del doppio in lunghezza

Durante l'estate, i cervi tendono a migrare ad altitudini maggiori, raggiungendo le praterie in quota, dove il cibo è presente in maggiori quantità.

Alimentazione : in primavera e in estate gli animali si nutrono di erbe fresche e tenere,  di germogli, di foglie novelle ramoscelli. L'inverno, stagione dura, mangiano cortecce, arbusti secchi e radici scavate a colpi di zoccolo.

Riproduzione : da metà settembre a metà ottobre cade  la stagione degli amori. In questo periodo, i maschi, che solitamente vivono in piccoli gruppi monosessuali, si separano e iniziano a sfidarsi tramite bramiti per rivendicare il possesso di una zona di bosco nel quale accoppiarsi con le femmine.  Il cervo, quindi, raduna intorno a sé da 5 a 15 femmine, che custodisce gelosamente, a prezzo di lotte furiose contro tutti i rivali. Le lotte tra i maschi sono rare: infatti, prima di passare alle armi i contendenti si sfidano "a voce". La gravidanza dura 260 giorni, e di norma, a ogni parto nasce un solo cerbiatto, raramente due: il cucciolo ha il dorso pomellato per meglio mimetizzarsi fra i cespugli, dove rimane perfettamente immobile e non può essere avvistato da eventuali predatori poiché non emana odore .

Segni di presenza: le impronte, in cui si distingue la doppia unghia tipica degli ungulati, piuttosto grande e arrotondata; gli escrementi di forma ovale, che nei maschi terminano con un alto appuntito; i ciuffi di pelo.

Curiosità: Il potente bramito del cervo (una via di mezzo fra un muggito bovino ed un ruggito) serve appunto ai rivali per capire chi hanno di fronte: solo quando le capacità vocali si equivalgono i maschi si affrontano in campo aperto, ma anche a questo punto, prima di combattere, mettono in atto una serie di comportamenti rituali, ad esempio cominciano a marciare avanti e indietro lungo linee parallele per osservare le dimensioni delle corna e la robustezza dell'avversario.
Solo i maschi portano i palchi, che  da febbraio a marzo perdono;  subito iniziano nuovamente a ricrescere più bello o anche malformati; la formazione dei palchi infatti è legata al tasso di testosterone: un cervo anziano, ad esempio, esibirà palchi meno appariscenti di uno nel fiore degli anni.

 

Aquila reale

Nome: Aquila Chrysaetos (Uccelli» Accipitriformi » Accipitridi)

Dimensioni : lunga  74 – 87 cm; solo la coda misura 26-33 cm.; apertura alare 200-240 cm. Il peso va dai 2,9 ai 6,6 kg; la femmina è del 20% circa più grande del maschio.

Durata della vita: 20-30 anni.

Ambiente:  un territorio frequentato da una coppia di Aquile reali è solitamente composto da un sito di nidificazione con pareti rocciose ospitanti i nidi e da una serie di territori di caccia poco o per nulla boscati, localizzati di norma in posizione periferica rispetto al settore con i nidi.

Questi ultimi sono collocati al di sotto dei territori di caccia estivi per agevolare il trasporto di pesanti prede ai giovani; i nidi non vanno quindi cercati in prossimità delle vette, ove spesso li vorrebbe la tradizione popolare,

Alimentazione L'aquila si alimenta di lepri, scoiattoli, cuccioli di camoscio, capriolo e cinghiale, fino al peso di 1,5 kg, vari roditori e uccelli, talora di rettili. Integra regolarmente la sua dieta con resti di animali rinvenuti morti (soprattutto ungulati vittime dei rigori invernali).

Riproduzione : Fedeli per la vita, il maschio e la femmina, una volta formata la coppia e conquistato un territorio, rimangono stanziali per molti anni costruendo nei dintorni, sulle pareti a picco dei dirupi o, più raramente, fra i rami degli alberi più alti, anche una decina di nidi scegliendo, di anno in anno, quello che sembra il più adatto. L'accoppiamento avviene a marzo e sempre a terra, ad esso segue la deposizione delle uova, da 1 a 4, in genere 2, deposte a 2-5 giorni di distanza le une dalle altre. Dopo circa 40 giorni nascono i pulcini di cui in genere ne sopravvive uno; dopo circa due mesi e mezzo gli aquilotti spiccano il loro primo volo e diventano indipendenti a cinque mesi.

Segni di presenza:  le impronte,  tipiche dei rapaci che si nutrono di mammiferi, con dita brevi e grandi artigli in grado di ferire le prede; i mucchi di ossi di prede uccise, in genere sottostanti i nidi.

Curiosità:  Alla caratteristica di avere la testa color castano dorato si riferisce il secondo nome "chrysaetos",che in greco vuol dire "aquila d'oro".
In volo ha ali sollevate e spinte leggermente in avanti.
Le aquila reale in genere cacciano in coppia: un'aquila vola bassa per mettere paura alla preda e l'altra dall'alto cerca di catturarla.
L’accoppiamento viene preceduto da uno spettacolare rituale, anche noto come danza del cielo. Il rituale di accoppiamento prosegue per vari giorni e vede impegnati entrambi gli individui in spettacolari evoluzioni aeree che spesso la femmina compie in volo rovesciato mentre il maschio sembra piombarle sopra, con scambi di preda in volo o giri della morte.

 

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