La Camosciara - Situata nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo,Lazio e Molise è una suggestiva area naturalistica dove poter trascorrere momenti indimenticabili a stretto contatto con la natura


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il lupo appenninico

Natura

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Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è una sottospecie del lupo che popola le foreste e i boschi della dorsale appenninica. Il recente aumento della popolazione lo ha portato a distribuirsi anche sul settore occidentale dell'arco alpino.

Storia - Fino alla fine del XIX secolo, questo mammifero era ampiamente diffuso sui monti ed in pianura.Dagli inizi del '900 iniziarono le persecuzioni nei confronti di questo animale. In un breve arco di tempo, la popolazione diminuì drasticamente e il lupo scomparve definitivamente dalle Alpi, dalla Sicilia e, negli anni successivi, anche negli si riscontrò un forte calo del numero di individui.
Dopo la seconda guerra mondiale la situazione divenne sempre più grave, e il numero dei lupi appenninici si ridusse fino a toccare il minimo storico documentato negli anni '70. Nel 1972 Luigi Boitani ed Erik Zimen furono incaricati di eseguire la prima indagine italiana sulla situazione del lupo appenninico svolta con una metodologia sistematica: prendendo come riferimento un'area che si estendeva dai Monti Sibillini (a nord) fino alla (a sud), essi stimarono il numero complessivo degli esemplari in 100-110 al massimo.



Caratteristiche -
Il lupo appenninico è più piccolo rispetto al lupo comune: il peso di un esemplare maschio si aggira attorno ai 20-35 kg, mentre nell'esemplare femmina il peso è di circa 25-30 kg. La lunghezza media è di circa 120 cm, mentre l'altezza media è di circa 50-70 cm. Il pelo è di colore grigio-marrone.

Habitat -
Il lupo è un animale molto adattabile ai vari ambienti presenti nel Parco, dal bosco alle praterie, spaziando tra i diversi livelli altitudinali.

Dieta -
La dieta del lupo appenninico prevede principalmente di taglia media (cinghiali, caprioli e daini) ma, in assenza di questi, si nutre anche di animali di taglia inferiore (piccoli roditori, ecc.) e di frutta e funghi.Il lupo si è adattato alla presenza umana e così anche la sua nutrizione; in alcune zone, infatti, questi animali non ignorano i rifiuti né gli animali domestici.In Italia vengono uccisi ogni anno per scopi predatori migliaia di capi (pecore, capre, vitelli e, occasionalmente, puledri). In questa stima rientrano, tuttavia, anche le uccisioni causate dai branchi di cani tornati allo stato selvatico, che occupano la stessa nicchia ecologica del lupo appenninico ed entrano in competizione con questo predatore.Per evitare che la tutela del lupo comporti gravi perdite economiche per gli allevatori, diverse regioni hanno istituito rimborsi per i danni subiti a causa degli attacchi al bestiame.

Riproduzione - Il corteggiamento avviene durante i primi mesi dell'anno, mentre l'accoppiamento durante la seconda metà di marzo. La gestazione dura circa mesi e il numero di nuovi nati varia a seconda dell'età della madre: dai 2 agli 8 cuccioli

Prole - A primavera nascono da 2 a 6 cuccioli che rimangono con la madre e con il branco per almeno un anno.

Curiosità -
Il verso più caratteristico ed affascinate del lupo è l'ululato che serve sia a segnalare la propria presenza (funzione territoriale) che come richiamo per gli altri membri del proprio branco.

Note -
Il lupo può vivere isolato o in piccoli branchi gerarchicamente organizzati in entrambi i sessi. Il branco, oltre ad utilizzare l'ululato, delimita il proprio territorio con marcature odorose (feci e urina).

Nel Parco -
Il lupo è un animale difficile da avvistare: di abitudine prevalentemente notturna, durante il giorno si rifugia nei luoghi più selvaggi ed inaccessibili del Parco. I segni di presenza più facili da riscontrare sul territorio sono le orme molto simili a quelle di un grosso cane, ma disposte su un'unica fila e gli escrementi pieni di peli.

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